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Salute

Vaccini: la cassazione nega il rimborso se il protocollo è corretto

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La questione dei vaccini è molto spinosa, in quanto le persone che scelgono di non vaccinare i figli e di non farsi vaccinare sono in continuo aumento. La ragione va ricercata nell’informazione, spesso superficiale, che viene proposta da molti siti web e anche nella coscienza personale che induce le persone a temerne gli effetti collaterali.

E’ interessante notare che la Corte di Cassazione del tribunale di Napoli non ha recentemente accolto la richiesta di una donna partenopea che si è vista ledere il nervo circonflesso in seguito alla vaccinazione antitifica. La donna aveva sporto denuncia in quanto il nervo era stato leso, ma la corte ha dato ragione al medico che aveva eseguito l’iniezione, in quanto ha seguito il protocollo senza effettuare ulteriori accertamenti perché non previsti nei casi di routine.

Si tratta di un precedente che farà storia, perché la lesione del nervo ai danni della paziente è stato causato da circostanze fortuite, essendo questo nervo molto variabile per aspetto e forma da persona a persona. La donna dovrà quindi rinunciare al risarcimento e pagare le spese processuali che ammontano a ben 4mila euro.

Si tratta di una decisione che apre molti scenari sulle vaccinazioni, in quanto effettivamente il danno è stato creato, ma il protocollo non ha permesso al medico di poter comprendere se sussistevano problemi al momento della vaccinazione. A chi deve essere imputata la colpa? Alla sorte che si è scagliata contro la donna o al sistema che non è stato ligio e corretto nei confronti dei pazienti italiani? Il caso sta facendo discutere e apre scenari molto interessanti non solo sulla vaccinazione vera e propria, ma anche sulle sue modalità in sede ambulatoriale.

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