Connect with us

Salute

Vaccinarsi? Conviene, ecco perché

Impfung

Sono state accusate di tutto: di provocare il diabete, le allergie e le malattie autoimmuni. E persino di favorire l’autismo. Per questo alcune associazioni invitano ad astenersi dalle vaccinazioni raccomandate. La domanda, quindi, è: farle oppure no? Assolutamente sì. Anche quelle facoltative vanno fatte, perché la maggior parte delle paure non ha alcun fondamento scientifico (vedi il legame con l’autismo, ormai sconfessato da numerosi studi) e i rischi sono quasi nulli.

Pensiamo al timore di vaccinarsi di chi è allergico all’uovo. Solo l’antimorbillo e l’antinfluenzale vengono preparati a partire da cellule embrionate di pollo e il rischio di una reazione allergica importante è irrisorio. Per precauzione, nei pazienti allergici, vengono eseguite in ospedale. E che dire del rischio di iperstimolare il sistema immunitario?

Molti pensano che il vaccino esavalente (che associa due vaccinazioni raccomandate, pertosse ed haemophilus B, a quattro obbligatorie, difterite, tetano, polio ed epatite B) sia una bomba a orologeria nel nostro corpo, che innesca reazioni imprevedibili. Non è così. Per prima cosa, perché il sistema immunitario, in un solo giorno, viene già a contatto con migliaia di microorganismi patogeni. Il fatto che ne vengano inoculati sei non è più pericoloso dello starnuto di un vicino di metropolitana affetto da bronchite.

In secondo luogo, è bene ricordarsi che, morbillo a parte, non viene mai iniettato il virus vivo, ma gli antigeni: frazioni proteiche che non sono in grado di farci ammalare. E’ come se il sistema immunitario si trovasse di fronte il biglietto da visita del virus, la sua maschera senza volto. Capace di “allarmare” ma non di provocare la malattia. Al limite, nel 10% dei casi, si possono avere reazioni che durano 72 ore al massimo, come eritema e indolenzimento della sede di inoculazione, o lieve rialzo febbrile. Nulla, rispetto agli incommensurabili vantaggi delle vaccinazioni. Basti pensare alla poliomielite che in Italia non registra più nuovi casi (anche mortali) dal 1966, anno in cui il vaccino è stato reso obbligatorio. Il morbillo è invece un caso a sé. L’unico vaccino facoltativo preparato con il virus vivo, ma attenuato, è quello del morbillo. Nel 6-7 % dei casi, tra il 5° e il 14° giorno, si manifesta una reazione simile alla malattia, ma in scala molto ridotta: febbre, malessere ed esantema (specie sul tronco). Tutti sintomi che scompaiono in due giorni e che, a differenza del morbillo classico, non sono contagiosi perché lo “pseudomorbillo” non è infettivo. E’ molto più rischioso prendersi la malattia che fare il vaccino. Perché le complicanze non sono così rare come si pensa: tant’è che, solo l’anno scorso, il virus ha causato in Europa tre morti accertate e otto casi di encefalite.

Continue Reading
You may also like...

More in Salute

To Top