Salute
Salute: il web è il secondo riferimento dopo il medico
Nell’era digitale che stiamo vivendo, il web è diventato il secondo luogo da visitare quando si è colpiti da disturbi e patologie. Lo rivela uno studio condotto dall’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Aifa e L’Istituto Superiore di Sanità. La ricerca è stata condotta su un campione di 2.066 individui e ha rivelato che un italiano su due ricerca informazioni mediche sul web.
La scelta di affidarsi al medico di base resta comunque prioritaria e interessa l’85% dei casi, mentre la pratica di affidarsi agli specialisti è portata avanti dal 65% degli intervistati. Segue quindi la ricerca di informazioni in rete, che coinvolge attivamente la popolazione italiana.
Lo studio si è imposto di verificare i dati perché in Italia serve la presenza di un portale di riferimento importante e finanziato dallo stesso governo, che possa diventare in breve tempo un punto di riferimento per tutta la popolazione. Il modello è il sito inglese Nhs Choices, al quale partecipano gli stessi medici e che può essere inteso come una fonte sicura di notizie. La sicurezza gioca infatti un ruolo fondamentale in questo specifico caso, in quanto il 63% delle persone intervistate ha dichiarato di interpellare il web per conoscere meglio le malattie o per comprendere i sintomi che sta accusando, per poi rivolgersi allo specialista o al medico di base per approfondire la questione.
Il problema risiede nell’enormità di notizie che sono diffuse in rete e nell’incapacità, quasi mai volontaria, di filtrare le news in base alla rilevanza e all’autorevolezza. In rete circolano infatti pareri altamente discordanti, che possono creare un alto tasso di confusione negli utenti, nonché dare vita ad allarmismi che chiedono di essere controllati alla base mediante uno strumento certificato ed efficace.

