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Salute

Il vizio del fumo è scritto nel DNA

Secondo una ricerca islandese, il vizio del fumo è scritto nei geni, insomma il DNA è la causa del consumo continuo di nicotina, nemica del nostro organismo. Basta pensare che nel mondo sono 1,2 miliardi i fumatori, in particolare nei paesi industrializzati, il 35% degli uomini e il 22% delle donne, per non parlare di quelli in fase di sviluppo in cui fumano il 50% dei maschi e il 9% delle donne.

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Si consumano 15 miliardi di sigarette e il 20% dei morti sono riconducibili alle malattie legate al fumo, in particolare tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie. In Italia, il 23% della popolazione fuma e ogni anno circa 80mila decessi sono strettamente legati al fumo e la maggioranza di essi coinvolge individui tra i 35 e I 69 anni.

La ricerca in questione, che ha coinvolto anche l’Italia, ha confermato quali sono i tre geni che portano gli individui a diventare dipendenti dal fumo. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, ha visto la partecipazione dell’Università di Reykjavik, e di alcuni ricercatori dell’Università Cattolica di Roma, Andrea Flex dell’Istituto di Patologia Speciale medica e Roberto Pola dell’Istituto di Medicina Interna.

La ricerca

Lo studio, oltre a individuare quali siano i geni in questione, è stato condotto su un campione molto ampio di persone non solo per età, sesso e caratteristiche fisiche, ma anche per provenienza geografica e aiuta le persone a prevenire il rischio di sviluppare dipendenza da nicotina, oltre che a bilanciare programmi terapeutici mirati per ogni singolo soggetto.

I geni in cui è contenuta la voglia di sigaretta sono gli Chrna3, Chrna5 e Chrnb4, sono localizzati nel cromosoma 15 e strettamente correlati al rischio di cancro al polmone. Questi geni codificano i recettori della nicotina, ovvero delle molecole presenti nelle cellule del cervello, nei vasi sanguigni, nei bronchi e nelle vie urinarie.

La loro scoperta è stata possibile analizzando i geni di oltre 14 mila fumatori, dividendone anche il numero di sigarette fumate al giorno, il risultato è stato sorprendente e hanno confermato che le varianti del rischio del tumore al polmone erano comuni in questi campioni.

Gli studi però non sono concordi su alcuni particolari; per un ricercatore, vi è un legame tra la variante genetica e il numero di sigarette fumate ogni giorno, che possono far crescere del 30% la possibilità di sviluppare un cancro o di chiudere le arterie delle gambe, malattia detta arteriopatia periferica.

Un altro studioso sostiene invece che le cause sono legate alle molecole e il rischio tumorale sia comunque indipendente dal numero di sigarette che si fumano. Per lo studio della correlazione con il tumore al polmone, sono stati analizzati oltre mille pazienti non solo islandesi ma anche olandesi e spagnoli, mentre per l’arteriopatia periferica, sono stati analizzati circa 3mila pazienti.

L’Università Cattolica di Roma ha contribuito dando i dati di oltre 150 pazienti, malati di arteriopatia periferica, di cui si sono studiati i dati genetici, venendo alla conclusione che la correlazione con la variazione genetica era presente e forte. Comunque sia, si necessitano di altri dati affinché questa ricerca possa venir approfondita, per ora essi sono molto generali e non bastano certamente ai fini curativi.

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