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Disintossicarsi dagli psicofarmaci: effetti collaterali e ricette
Teniamo presente che gli psicofarmaci possono avere effetti collaterali e che, in particolare gli ansiolitici, possono causare dipendenza e tolleranza: cioè non possono essere sospesi a piacimento e necessitano di dosi sempre maggiori per ottenere sempre lo stesso effetto.
E così che gli psicofarmaci generano un circolo vizioso: il paziente, per stare meglio, ha bisogno di assumerli e non può stare bene senza di essi, il che è un paradosso. Diventano allora una pesante catena da cui diventa difficile liberarsi.

I principali effetti collaterali degli psicofarmaci sono:
- Tremori
- Tachicardia
- Secchezza delle fauci
- Ritardo della minzione
- Visione offuscata
- Confusione mentale
- Disturbi della memoria
- Sonnolenza
- Ipotensione ortostatica
- Rush cutaneo
- Convulsioni
È noto anche che i farmaci ansiolitici e antidepressivi, come tutti i medicinali, vengono metabolizzati dal fegato che, a lungo andare, può intossicarsi, cioè accumulare nelle sue cellule quelle stesse tossine che dovrebbe contribuire ad eliminare (fenomeno detto steatosi epatica, cioè degenerazione grassa del fegato).
Ecco perché, per sostenere il fegato nella sua funzione depurativa, quando è necessario assumere psicofarmaci per lunghi periodi, suggeriamo alcuni rimedi; gli stessi che proponiamo ai pazienti che desiderano effettuare una “cura disintossicante naturale”.
Per iniziare la terapia occorre, generalmente, attendere l’arrivo della primavera o dell’autunno; negli altri periodi dell’anno, infatti, il fegato va “in vacanza”, o, se preferite “in letargo”, ed è meno suscettibile agli stimoli ambientali, anche se benefici come i rimedi naturali.
Fra le cure possibili abbiamo scelto quelle che potrete effettuare da soli o con la consulenza di un medico, al prossimo cambio di stagione, in primavera.
Per cominciare, si può assumere una Tintura Madre a base di carciofo, cardo mariano e tarassaco.
Questi tre rimedi devono essere presenti in parti uguali. Potete farli mettere dal farmacista tutti nella stessa boccetta, per una più facile assunzione e, cosa non meno importante, per una preparazione meno costosa.
Cercate un farmacista che prepari da sé i rimedi, in modo galenico. Assumeteli a dosi di 35 gocce, diluite in poca acqua prima dei pasti principali, tre volte al giorno, per almeno 30-45 giorni (da ripetere ad agni cambio di stagione).
Altrettanto efficace è un’ottima tisana depurativa per il fegato, a base di:
- Fumaria sommità fiorite 35 g.
- Boldo foglie 20 g.
- Tarassaco foglie 20 g.
- Menta foglie 15 g.
- Anice semi 10 g.
Preparate un infuso aggiungendo due cucchiai da caffè di tisana in una tazza di acqua bollente. Lasciatela riposare per 15 minuti, poi filtrate e bevete. Prendetene due tazze al giorno 20 minuti prima dei pasti principali.
Chi soffre anche di stipsi associata a un’intossicazione epatica può, invece, assumere:
- Fragola corteccia 40 g.
- Boldo foglie 20 g.
- Tarassaco radice 10 g.
- Malva foglie e fiori 10 g.
- Liquirizia radice 10 g.
- Anice semi 10 g.
Preparate un decotto facendo bollire per dieci minuti due cucchiaini di erbe in una quantità d’acqua pari a una tazza. Filtrate e bevete. Sono sufficienti una o due tazze al giorno dopo i pasti principali.
L’organismo, aiutato a depurarsi, migliora le sue energie e il soggetto affetto da depressione ricava un sicuro beneficio.
