Psicologia
Ansia: lo shopping compulsivo
Abbuffarsi di acquisti è un’azione simile all’attacco di bulimia. Un modo di scacciare le nostre inquietudini cui finisce per aggiungersi un forte senso di colpa. Si potrebbe obbiettare che in Africa certi sintomi non se li possono permettere. Ed è vero. Ma noi siamo qui e ci occupiamo dei disturbi che psiche e cervello producono in questo contesto occidentale.

Disturbi seri, anche se sembrano fittizi, come una nuova forma d’ansia chiamata Shopping Compulsivo. Si tratta di un impulso irrefrenabile, prevalentemente femminile, che spinge all’acquisto ingordo e casuale. Una specie di attacco di bulimia, solo che invece che di cibo ci si abbuffa di acquisti. Un modo davvero dispendioso che, come emerge in psicoterapia, serve a scacciare una strana inquietudine e ci costringe a uscire di casa e a comprare. E come nella bulimia, l’“abbuffata” è seguita da un forte senso di colpa e di insensatezza: ciò che prima ci è sembrato irresistibile, a casa si palesa per ciò che è: un ennesimo oggetto inutile che riempie neanche un po’ del vuoto esistenziale che proviamo.
Un sintomo in apparenza pittoresco, ma che nasconde un profondo nucleo depressivo e che dunque non va sottovalutato. Oltre al fatto, non trascurabile, che esso non pensa ai limiti del portafoglio e usa Bancomat e carta di credito come pozzi magici senza fondo. In psichiatria, questo tipo di compulsione è inquadrata come un comportamento ripetitivo o azione mentale che la persona si sente obbligata a mettere in atto per controllare, neutralizzare o anestetizzare un’ansia molto forte, altrimenti non gestibile. Benché nascondano una depressione, i disturbi compulsivi sono perciò una forma d’ansia.
Quali sono usualmente gli oggetti di tanto desiderio?
- Vestiti
- Musica, video e libri
- Profumi e cosmetici
- Oggetti da collezionare
- Regali per i figli
I rischi e le conseguenze di tale comportamento possono essere:
- Senso di intima repulsione per la vita che si conduce
- Caduta mascherata dell’autostima
- Euforia e senso di onnipotenza alternati a profondo senso di vuoto
- Dispersione della vitalità creativa
- Difficoltà economiche
- Tensioni col partner
- Distacco progressivo dalla vita reale
Ma è possibile uscire da questo circolo vizioso. Il primo passo imprescindibile è accettare e riconoscere la propria dipendenza. Qualche altro consiglio?
Eccolo:
Osservati per un attimo. La tua volontà è così forte da poter agire sulla convulsione allo shopping. Così, poniti delle semplici domande al fine di prendere consapevolezza della tua dipendenza. Riconoscendola come tale, potrai riuscire ad annullare il problema. Chiediti da cosa hai bisogno di evadere? Cosa ti manca? Se puoi farne a meno?
Vivi nella realtà ma soprattutto cerca di trovare il valore di ogni oggetto per agganciarlo alla vita reale. Tutto ciò che acquisti compulsivamente deve corrispondere ad altrettanti oggetti che dovrai donare a chi ne ha bisogno. Solo così i tuoi acquisti compulsivi troveranno un senso.
Esci con i tuoi amici o con la tua famiglia, soprattutto quando devi fare compere. Una persona che ti aiuti a valutare con mente lucida ti aiuterà ad acquistare solo lo stretto necessario. Soprattutto, ricordati di pagare in contanti e di non utilizzare, se non in occasioni in cui sono davvero necessari, carte di credito, assegni o bancomat. Queste trappole economiche fanno sì che tu non possa valutare la tua effettiva possibilità di acquisto. Comperando solo attraverso i contanti, invece, ti sarà semplice non uscire dai limiti imposti.
