Salute
Verruche genitali: sintomi, cause e cure
Le verruche genitali sono un problema più comune di ciò che si pensa e possono colpire uomini e donne. Ecco cosa c’è da sapere
Cosa sono le verruche genitali
Le verruche genitali devono essere inserite nella categoria dei condilomi acuminati. Sono delle piccole escrescenze ruvide che si formano sulle mucose dei genitali. In particolare nelle donne compaiono su vulva, vagina, zona anale e collo dell’utero, mentre negli uomini su glande, meato uretrale, asta del pene, frenulo e prepuzio, in alcuni casi possono comparire anche sulle gambe. Le verruche genitali sono un disturbo piuttosto frequente, si calcola che colpiscano il 50% delle persone sessualmente attive. Nella maggior parte dei casi non provocano particolari disturbi, infatti, molte persone neanche se ne accorgono, diverso il caso in cui vi è una sintomatologia anche piuttosto fastidiosa.

Perché compaiono le verruche genitali?
Si deve innanzitutto dire che si tratta di una patologia sessualmente trasmissibile e quindi i rapporti non protetti, anche di tipo orale, in quest’ultimo caso con verruche in bocca. La trasmissione avviene a causa del virus HPV (papilloma virus), in particolare nelle tipologie 6 o 11. L’agente patogeno è lo stesso responsabile della comparsa di verruche anche ai piedi e altre parti del corpo. Deve però essere sottolineato che non in ogni caso di rapporto sessualmente non protetto con persona con infezione HPV si formano le verruche genitali, la comparsa dipende dall’efficienza del sistema immunitario, infatti, le escrescenze si manifestano soprattutto in persone che hanno un sistema immunitario compromesso, ad esempio perché affette da HIV, oppure in seguito a terapie mediche particolarmente debilitanti.
È bene sottolineare che le verruche genitali sono delle microlesioni che solo raramente si evolvono in forme tumorali, è però necessario sottoporsi ad uno screening mirato eseguendo, come le linee guida del Ministero della Salute prescrivono, il pap test ogni tre anni dopo i 25 anni di età. Per le donne è possibile sottoporsi a vaccino tra i 9 e 26 anni di età.
Sintomi delle verruche genitali
La prima cosa da dire è che tra la contrazione dell’infezione e la comparsa delle verruche genitali possono passare anche mesi (come detto in alcuni casi vi può essere anche un’infezione asintomatica). Alla vista le escrescenze possono presentarsi in rilievo o piatte e possono essere più o meno estese. In alcuni casi le verruche possono presentarsi in forma raggruppata assomigliando ad un grappolo d’uva o a un polipo. Per quanto riguarda, invece, i fastidi provocati, solitamente si avverte una sensazione di bruciore, prurito e dolore localizzato nella zona in cui sono presenti le verruche, ma si tratta di fastidi di lieve entità.
Delle complicanze alla sintomatologia potrebbero esservi in caso di gravidanza, infatti, le verruche genitali tendono a diventare grandi fino a portare disturbi urinari, che sono ovviamente aggravati in presenza del feto. Inoltre le lesioni dovute ad HPV possono rendere il tessuto vaginale meno elastico e quindi rendere il parto più difficile. Solo raramente il bambino nato da madre con verruche genitali può presentare lesioni al cavo orale, in tale evenienza sarà necessario intervenire per evitare un’ostruzione delle vie respiratorie.
Come si esegue la diagnosi
Per una corretta diagnosi dell’origine delle verruche genitali è necessario procedere al prelievo di tessuto dalle verruche in modo da analizzarlo con esame bioptico. Al fine di rendere più evidenti le verruche, il medico può procedere all’applicazione di acido acetico che sbiancandole le rende facilmente apprezzabili.
Cure per le verruche genitali
Nella maggior parte dei casi le verruche genitali tendono a scomparire da sole. È però possibile sottoporsi ad un trattamento di crioterapia con il quale le escrescenze vengono letteralmente congelate con l’uso di tamponi imbevuti con azoto liquido. Questo trattamento a freddo permette di staccare la verruca e non provoca alcun sanguinamento. Se si tratta di verruche particolarmente fastidiose e grandi, sarà possibile procedere con elettrocoagulazione, escissione chirurgica o con laserterapia. Per evitare il rischio di recidive è consigliato avere piccoli accorgimenti, ad esempio un’accurata igiene personale con prodotti non aggressivi e l’uso di abiti non aderenti.
