Salute
Paracetamolo: il farmaco sul banco degli imputati
2.8 milioni sono le confezioni di paracetamolo – la comune Tachipirina – vendute nel 2014 in Italia. Si tratta di cifre astronomiche, che dimostrano l’enorme diffusione di questo farmaco e che provano quanto esso sia impiegato per la cura veloce di molte problematiche relative alla salute, dal raffreddore al mal di testa, dall’influenza fino ai problemi di infiammazione muscolare.
Sebbene il paracetamolo venga considerato come una “panacea” per tutti i mali, recenti ricerche mediche hanno sottolineato la sua pericolosità, legata soprattutto a uno uso continuo e applicato alle donne in stato di gravidanza. La ricerca è stata eseguita dall’Università di Edimburgo ed è stata pubblicata recentemente sull’autorevole “Science Translational Medicine reports”.
Lo studio si è occupato di analizzare gli effetti collaterali del farmaco, evidenziando che nelle donne incinte use a consumarlo possono verificarsi casi di cattiva crescita nel bambino, o legati all’insorgenza di problemi gravi come i tumori.
Fin dal 2011 la comunità scientifica si era occupata di analizzare questa medicina, considerata molto meno pericolosa della classica aspirina o dei Fans per quanto riguarda gli effetti collaterali, ma in realtà responsabile di emorragie interne e dell’insorgenza di problemi legati al sistema del fegato e dei reni.
Il paracetamolo sembra inoltre donare un effetto placebo, in cui spesso risiede la percezione del mancato dolore da chi lo assume abitualmente. Gli studi hanno infatti comparato i pazienti sofferenti, somministrando un vero placebo e il paracetamolo, scoprendo che quest’ultimo migliorava la soglia del dolore solamente nella percentuale del 5%. Si tratta di un riscontro irrisorio, che non giustifica assolutamente il consumo massivo del farmaco, soprattutto se esso può essere legato a problematici effetti collaterali come quelli evidenziati dalla ricerca inglese.

