Salute
Tre errori da evitare a tavola
Di una cosa sono convinta: non esiste nessuna formula magica per perdere peso ed essere in forma. Allo stesso tempo, però, conoscere i dettami di una sana e corretta alimentazione può aiutarci a fare le scelte giuste a tavola, aumentando la nostra consapevolezza su cosa ci fa del bene e cosa invece è nocivo.
Ecco perché un sabato mattina di giugno ho deciso di partecipare ad un incontro organizzato dall’Associazione Il giardino degli aromi onlus, in realtà l’incontro conclusivo di tre giornate dedicate al tema dell’alimentazione e del mangiar sano.
Ci ritroviamo, così, in una pittoresca serra, un luogo davvero indicato per discutere di cibo e salute, per provare a riprendere contatto con la nostre origini e la natura. Come spiega infatti Aurora, il pianeta non è nostro, ma di tutti gli esseri viventi. Curiosa è l’etimologia di alcune parole, come capitalismo (che viene da caput, bestiame) e pecunia (che viene da pecora).
Ma nella pratica cosa bisogna fare per seguire una sana alimentazione, che faccia bene a noi stessi e al pianeta Terra? Bisogna seguire soltanto alcune accortezze e tenere presente che, se si vogliono cambiare le proprie abitudini alimentari, bisogna avere un po’ di pazienza e perseveranza.
Primo errore: abusare degli zuccheri
Gli zuccheri fanno male. E questo è un datto di fatto. C’è chi ha paragonato lo zucchero bianco alla droga per la sua particolare proprietà di assuefare chi lo consuma abitualmente. Tutti gli alimenti che hanno un alto indice glicemico – come farina 00, pasta, pane bianco, patate – andrebbero ridotti drasticamente a favore di cereali integrali (kamut, farro, semola integrale).
Gli alimenti ad alto indice glicemico, infatti, fanno salire il picco di insulina aumentando la fame e il bisogno di qualcosa di dolce. Si entra così in un circolo vizioso da cui è difficile uscire. La soluzione? Perché non utilizzare la stevia, un dolcificante naturale che fornisce zero calorie e non ha gli effetti collaterali dello zucchero bianco?
Secondo errore: consumare molta carne
Durante l’incontro abbiamo avuto modo di vedere un breve video documentario sugli allevamenti intensivi di carne, che rappresentano ben il 98% degli allevamenti complessivi al mondo (soltanto il 2% sono biologici).
Il problema è che mangiamo decisamente troppa carne, un alimento che è diventato un prodotto di massa, poco compatibile con l’aumento costante della popolazione terrestre. Oggi consumiamo ben 250 milioni di tonnellate di carne in tutto il mondo, numero che è destinato a raddoppiare da qui fino al 2050.
Ma per quale motivo si dovrebbe rinunciare alla carne, o quanto meno limitarne il consumo? Oltre a motivazioni etiche, bisogna considerare il problema ecologico: produrre carne costa troppo, in termini di acqua e foraggio. Basti pensare che circa un terzo del grano viene trasformato in foraggio. E quello stesso grano potrebbe essere utilizzato per sfamare le popolazioni del Terzo Mondo. Guarda caso, proprio le popolazioni che vivono nei territori dove i paesi industrializzati coltivano soia e grano per sfamare il bestiame, contribuendo in modo decisivo alla progressiva deforestazione.
L’impatto ambientale di un kg di carne, spiega il documentario, è pari a quello di un viaggio in automobile di 250 km. Una mucca, in un anno, consuma quanto un automobile di media cilindrata.
E poi c’è il problema salutare. Se nel 1950 si consamavano 25 kg di carne procapite, oggi se ne consumano ben 60 kg. Non è un caso che le malattie del benessere – cancro, diabete, malattie cardiovascolari e così via – siano aumentate esponenzialmente proprio nel corso degli ultimi decenni. Cento grammi di carne al giorno aumentano di 5 volte la probabilità di contrarre un cancro allo stomaco. Ecco perché bisognerebbe mangiare carne non più di una volta alla settimana.
Terzo errore: limitare il consumo di verdura
Come sostituire la carne? Oltre alle proteine vegetali – se ne trovano a bizzeffe nei legumi – bisogna integrare con ortaggi a foglia verde (spinaci, bietole, catalogna) e radici (carote, barbabietole). Qualche esempio? La portulaca e la borraggine sono ricche di ferro e possono essere usate crude o scottate da mangiare con l’insalata.
L’importante è puntare su verdure e ortaggi di stagione cercando, se possibile, di consumarli il più possibile crudi o poco cotti.
E dopo la teoria è l’ora della pratica… Le volontarie dell’Associazione ci fanno trovare un delizioso banchetto a base di riso nero, farro, verdure dell’orto e salse con cui chiudere degnamente la nostra esperienza all’insegna della buona (e sana) cucina!
Alessia Martalò
Per approfondimenti:
http://www.ilgiardinodegliaromi.org/
http://www.istitutotumori.mi.it/modules.php?name=Content&pa=showpage&pid=597
http://www.istitutotumori.mi.it/upload_files/WCRF_2007.pdf

