Psicologia
Si chiude una porta, si apre una scatola di scarpe!
L’abbiamo letto nei libri, per citare l’ononimo ‘I love shopping di Sophie Kinsella’, l’abbiamo visto nei film e alla televisione, e continuiamo a riscontrarlo nella società moderna: il consumismo è ormai un fenomeno diffuso e consolidato nella società odierna. Rientra ormai quasi nella normalità accaparrarsi l’Iphone più all’avanguardia pur disponendo già di un modello appena precedente. Questo atteggiamento consumistico spinge a riporre la propria felicità in oggetti futili e non strettamente necessari, facendo diventare lo shopping un’attività capace persino di scaricare le tensioni e lo stress. Tutto ciò rientra relativamente nella normalità: Quale donna, dopo una grande delusione, non ha ritrovato il sorriso davanti ad una scatola di scarpe nuove?
Diverrebbe invece preoccupante qualora da piccolo sfizio diventasse un bisogno, qualora da passatempo diventasse ossessione. La sindrome da acquisto compulsivo è infatti un Disturbo del controllo degli impulsi, riconosciuto come patologia da ormai qualche anno.
La persona affetta dal cosiddetto “shopaholism” arriva a comprare abitualmente articoli al di sopra delle proprie possibilità economiche e di cui non ha realmente bisogno, e qualora provasse a controllare i suoi impulsi, sarebbe assalita da sensi di colpa, ansie e preoccupazioni, che verrebbero placate solo dopo l’ennesimo strisciare della carta di credito.
Secondo il dr. Lorrin Koran, direttore della Stanford University, il limite tra il semplice gusto dell’acquistare per sfizio e il disturbo da acquisto compulsivo viene oltrepassato quando non è più rilevante che cosa si compri: se abiti, CD, profumi o oggetti d’arredamento; ciò che conta è comprare, tornare a casa con il portafoglio vuoto e le buste piene, con una soddisfazione destinata a svanire, trasformandosi in un bisogno ancora più spietato. Ultima caratteristica presente nel compratore compulsivo è infatti che la voglia di acquistare non verrà mai appagata, e smetterà di presentarsi solo ed unicamente nei periodi di stress, iniziando a comparire ripetitivamente, persino più volte al giorno, in qualsiasi situazione e durante qualsiasi stato d’animo.
Per i casi più gravi, le persone affette necessitano di vere e proprie sedute dallo psicologo. Per le chi ritiene di essere sulla buona strada per far diventare il suo antidepressivo una vera e propria ossessione il consiglio è uno solo: Non sei di buon umore? Sei giù di morale? Trova un passatempo, un’attività che riesca a distoglierti dai tuoi problemi, o più semplicemente…esci di casa senza portafoglio!
