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Arte

Mostra Romanticismo a Milano: la recensione

Giovedì 25 ottobre 2018 le Gallerie d’Italia Piazza Scala e il Museo Poldi Pezzoli hanno inaugurato Romanticismo, la prima (strano ma vero) mostra mai realizzata sul contributo italiano al movimento romantico. Movimento che ha cambiato, radicalmente, la visione del mondo dell’Occidente.

L’esposizione, curata da Fernando Mazzocca e aperta al pubblico fino al 17 marzo 2019, celebra l’identità e il valore del Romanticismo italiano, in rapporto a quanto si andava manifestando nel resto d’Europa tra il Congresso di Vienna e le rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente. Molte opere, in particolare, mostrano i moti del 1848 a Milano e nel resto d’Italia (nella sezione Rivoluzione del Museo Poldi Pezzoli).

Due sedi d’eccezione

La mostra Romanticismo ha la particolarità di dividersi in due sedi, vicine tra loro: sono circa 200 le opere esposte tra i due musei. Esse documentano un periodo che va dai fermenti preromantici fino alle ultime espressioni del Romanticismo, che in Italia avrà termine con la realizzazione dell’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo.

In mostra, i dipinti dei maggiori interpreti della pittura romantica: Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Massimo d’Azeglio, Giovanni Migliara, Angelo Inganni, Giuseppe e Carlo Canella, Ippolito Caffi, Salvatore Fergola, Giacinto Gigante, Pitloo, Domenico Girolamo Induno. Tra le sculture spiccano i lavori di tre straordinari maestri: Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani e Vincenzo Vela.

Non mancano grandi artisti di diversa nazionalità attivi in Italia, come Caspar David Friedrich, Franz Ludwig Catel, Jean-Baptiste Camille Corot, William Turner, Friedrich von Amerling, Ferdinand Georg Waldmüller, Karl Pavlovič Brjullov, che permettono di approfondire le relazioni intercorse tra il Romanticismo italiano e quello europeo. Tra le sezioni, le più belle ed evocative sono quelle che ci riportano al mondo di Dante e della Divina Commedia, e quelle dedicate a Manzoni e ai Promessi sposi. 

Costi e biglietti

Molto più estesa la mostra delle Gallerie, più piccola ma ugualmente interessante quella al Poldi Pezzoli. Il biglietto di ogni sede è separato; quindi le due mostre vanno viste e pagate separatamente. Per fortuna, le Gallerie d’Italia sono aperte gratuitamente ogni prima domenica del mese (occhio alle lunghe code, meglio entrare nel primissimo pomeriggio).

Tra le varie sezioni, sono ben rappresentate le pitture di paesaggio e quelle di storia, che riprendono eventi storici dell’epoca. Non mancheranno le sculture, gli abiti d’epoca e, in alcune occasioni speciali, balli in costume e flashmob sulle note de La Traviata.

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