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Lavori per il decreto anti femminicidio. A Montecitorio è polemica
Il Parlamento italiano si è finalmente posto come punto di primaria importanza quello che riguarda la lotta alla violenza di genere, con l’approvazione del decreto anti femminicidio. Un passo così importante e necessario che ha, forse, trovato una giusta collocazione, ma che ha suscitato polemiche sciocche e superficiali da parte dei parlamentari. Perché? Presto detto. Come Costituzione vuole, e non dimentichiamo che la Costituzione è la madre di tutte le leggi del nostro Stato, una volta che un decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale non devono trascorrere più di 5 giorni per la sua discussione in Parlamento.
Per questo, Laura Boldrini, Presidente della Camera, ha anticipato i lavori dell’Aula di Montecitorio, riconoscendo anche un primato al Parlamento italiano con un post sulla sua pagina Facebook: “Se facciamo un confronto con gli altri Parlamenti europei, questa volta l’Italia dà il buon esempio. L’emiciclo di Strasburgo si è fermato il 4 luglio per riaprire i battenti il 9 settembre, i due rami del Parlamento francese sono chiusi da metà luglio e i lavori riprenderanno il 10 settembre, la Camera dei Comuni del Regno Unito ha tenuto l’ultima seduta il 17 luglio e la prossima è convocata il 30 settembre. L’ultima seduta del Bundestag è stata il 28 giugno scorso e la riapertura non è stata ancora fissata“.
I nostri cari Parlamentari, però, si sono risentiti per aver dovuto interrompere le proprie vacanze estive per una discussione che non sarebbe da ritenersi di primaria importanza. Dura replica del vicepresidente a Montecitorio della Lega Nord Gianluca Pini: “è la conferenza dei capigruppo che decide il calendario e pertanto, se si vuole ripartire subito a lavorare, la capigruppo ha già deciso: il primo punto all’ordine del giorno è la cancellazione del finanziamento pubblico ai partiti e non il decreto sul femminicidio. Ancora una volta la presidente Boldrini dimostra non solo di essere totalmente incapace di gestire l’aula ma anche di non conoscere come funziona la Camera. Noi siamo pronti anche domani a lavorare, ma è la conferenza dei capigruppo che decide il calendario“.
Anche dal Movimento 5 Stelle sono arrivate proteste, con le parole di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera: “Sul sito web della Camera ad oggi la prossima seduta è prevista per il 6 settembre 2013. Sulle pagine web invece leggo che la presidente Boldrini ha annunciato che si lavorerà anche il 20 e 21 agosto per il decreto sul femminicidio. STRANO. Sono uno dei vicepresidenti di turno quella settimana e non mi hanno informato. Poi ho capito la presidente (o chi per essa gli cura la pagina web) non conosce la differenza tra mero adempimento e lavori della Camera“.
Intanto, ai lavori del 20 agosto erano presenti solo 104 deputati (30 donne). Le polemiche sono continuate anche in Aula, con la Boldrini che ha tuonato: “Mi dispiace davvero che il livello sia questo. È un atto costituzionalmente dovuto. Se non lo avessimo fatto, avremmo violato la Costituzione. Mi spiace che si ricorra a questi espedienti. Non è segno di maturità“.

