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Psicologia

L’ angoscia dell’abbandono: cos’è e come si cura

angoscia dell'abbandono

L’angoscia dell’abbandono è una delle paure più comuni in moltissime persone, forse molte di più rispetto a quanto non si possa pensare: essa cela una continua ansia, che si intensifica e spesso viene fuori in maniera irruenta ed incontrollabile in momenti particolari, come in seguito ad un viaggio di lavoro, ad una pausa di riflessione, ad una crisi o una litigata che ci tengono lontani dalla persona amata.

Molto spesso in letteratura psicologica si tende a definire questa angoscia collegata alla dipendenza affettiva: i sintomi, infatti, sono molto simili e molto spesso sfociano in incontrollabili crisi di panico e, nei casi più gravi, a pensieri altamente lesivi come pensieri sulla morte e sul suicidio.

Eppure, nonostante molti psicologi e psicoterapeuti tendano a considerare l’angoscia dell’abbandono come una patologia incurabile collegata ad vulnerabilità individuale intrinseca e connaturata, in realtà molti altri sono convinti che, andando a fondo e estrapolando il problema alla base, i sintomi possano cessare immediatamente e si possa guarire definitivamente da questa patologia.

Spesso l’ansia dell’abbandono ha le sue radici in un trauma legato al periodo dell’infanzia: una serie di sedute di psicoterapie mirate può aiutare a comprendere quale sia stato l’effetto scatenante ed aiutarci a condurre una vita più serena e priva di frequenti ed incontrollabili attacchi di panico.

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