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Moda

Elisa d’Ospina, arriva la rivincita curvy

curvy

Per essere considerate belle, oggi, è necessario essere magre? Con il passare del tempo l’asticella della magrezza si è abbassata sempre di più, tanto che anche una taglia 40 è considerata extra-large. Sono questi i falsi miti che portano tantissime ragazze, spesso molto giovani, a non amare il proprio corpo, a mortificarlo e a scivolare pian piano nell’anoressia o nella bulimia. Ultimamente tante modelle e celebrity, però, si sono spese per la cosiddetta rivincita delle donne curvy, ovvero formose ma pur sempre bellissime. Solo per fare qualche esempio, citiamo Jennifer Lopez, Beyoncé, Dita Von Teese o Scarlett Johansson e Rihanna, Adele. Ma anche dive del passato come la splendida Marylin Monroe.

La bellezza non è una questione di peso o di curve. Tante case di moda sembrano essersene accorte, tanto che oggi è ‘permesso’ anche a modelle più formose come Elisa D’Ospina (vicentina diventata nota anche per le sue campagne contro l’anoressia e la bulimia), di sfilare sulla passerella. Per meglio veicolare il suo messaggio a favore delle curvy e over-size, Elisa è oggi in libreria con un libro che è in parte un’autobiografia, in parte un manuale di self-help: Una vita tutta curve” edito da Giunti Editore a € 12,90.

Elisa, taglia 48, 77 chili, da quando è diventata copertina di Vogue riveste il ruolo di curvy-coach italiana, rivendica la bellezza a prescindere dalla taglia e il Ministero della Salute l’ha addirittura scelta come testimonial contro i disturbi alimentari. «La moda – afferma Elisa – si deve adeguare ai suoi tempi. Non posso sentirmi rispondere “La moda è sogno” quando nessuno stilista vive di aria. Vive del mercato e il mercato oggi ha il 67% delle donne che vestono una taglia superiore alla taglia 44. Questa è la realtà».

In Una vita tutta curve la modella spiega come è passata al mondo della moda, quasi per caso, cosa la ha aiutata a mantenere una buona autostima, cosa fa ogni giorno per volersi bene. “Vorrei che le persone iniziassero a diventare critiche. Critiche nei confronti dei messaggi che ci vengono proposti, critiche verso i media, critiche verso le situazioni che dovrebbero interessare tutti e che per comodità spesso facciamo finta di “non sentire” – continua Elisa – Quando vado nelle scuole chiedo ai ragazzi di attivare le menti e non vergognarsi mai ad essere se stessi, anche se questo costa molta più fatica rispetto l’indossare quella maschera che permette il quieto vivere”. Elisa da anni infatti si occupa di educazione nelle scuole, il primo passo per costruire un mondo dove avere una taglia forte non costituisca più motivo di vergogna.

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