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Cinema

La dolcezza della Principessa Mononoke

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Torna sugli schermi la versione del capolavoro animato di Hayao Miyazaki, la Principessa Mononoke. Il film vide la luce nel 1997 e in Giappone battè addirittura gli incassi del colosso hollywoodiano Titanic. Se negli Stati Uniti la pellicola riscosse un buon successo di pubblico e di critica, in Italia venne proiettata solamente in 12 sale! Oggi, a quasi quasi vent’anni dall’uscita della pellicola, la casa di produzione Lucky Red riporta al cinema il film, il quale probabilmente riscosse poco successo popolare a causa della scarsa fama di Miyazaki in occidente. Probabilmente ci voleva l’Oscar, vinto alcuni anni più tardi, per far conoscere la poesia di questo creatore di anime al mondo intero e quindi per consacrarne il meritato successo.

La Principessa Mononoke narra la storia di un giovane principe, al quale è toccato un maleficio che lo conduce a dover viaggiare verso l’occidente per trovare il rimedio che lo possa salvare. Il principe vive tante avventure durante il suo viaggio e incontra personaggi eterogenei e ricchi di storie personali.

Dalla ragazza allevata dai lupi che rinnega la sua natura umana per difendere le foreste dove vive, fino ad una donna terribile, ma compassionevole verso le persone che sono deboli e indifese, moltre sono le creature che il principe incrocia e con le quali tesse rapporti profondamente personali. La magia dell’anime si snoda tra boschi popolati da strane creature e da ancestrali divinità e una città di ferro dove vengono realizzate le armi impiegate nelle guerre che si combattono nel Giappone Medioevale.

La Principessa Mononoke narra di un viaggio, del potere degli incontri e lo fa attraversando la storia e la cultura del Giappone come spesso avviene negli anime del maestro Miyazaki. Il principe si muove durante le guerre e questo aspetto induce a riflettere sulla natura umana, sul valore dell’affetto e del ritorno alla natura come unica arma possibile per contrastare un universo fatto di arroganza e di ricerca assoluta del potere.

Questi sono i mali descritti da Miyazaki, i quali si associano alla denuncia dell’odio, l’unico sentimento che deve essere combattuto in quanto in grado di sconfiggere ciò di buono e di bello esiste nell’universo. Natura e civiltà sono le colonne che si incrociano e si scontrano in questo film, il quale è difficile da raccontare ma semplicissimo da gustare. La versione si presenta rimasterizzata e digitalizzata. Per l’occasione, La Principessa Mononoke ha subito un ri-doppiaggio, eseguito sotto la severa supervisione dello studio giapponese Ghibli. Il film rappresenta un modo facile e piacevole per scoprire le opere del grande maestro giapponese, un punto di partenza dal quale iniziare per dedicarsi alla visione delle sue opere.

Se già si conosce la delicatezza e il genio del maestro Miyazaki, questo film non può che rappresentare un tassello importante della sua produzione, un centro dove i valori che egli porta avanti con i suoi disegni vengono ribaditi e portati alla luce in modo chiaro e facile da comprendere. La magia degli anime accompagna questi valori con grazia e introduce lo spettatore in un universo dove la magia incontra il reale, perché anche il sogno può incrociare la realtà e mutarla in modo profondo.

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