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Cala negli Stati Uniti l’obesità infantile: Michelle Obama soddisfatta

Michelle Obama e il programma antiobesità

Novità incoraggianti dagli Stati Uniti, dove le recenti statistiche hanno rivelato un calo nella percentuale di bambini colpiti da obesità infantile. Gli studi, pubblicati sull’autorevole Journal of the American Medical Association, hanno evidenziato un calo del 43% generale, su una media di bambini dai 2 ai 5 anni.

Seppure straordinari, i dati si diversificano molto a seconda dei bambini coinvolti nella ricerca. Mentre, infatti, la fascia di età più tenera ha notato un grande miglioramento, la percentuale che interessa i bimbi tra i 6 e gli 11 anni ha notato un calo piuttosto basso, passano dal 18,8% al 17,7%. Il miglioramento è dovuto a diversi fattori, primi su tutti l’allattamento materno, la diminuzione del consumo di bibite zuccherate e la minore quantità di calorie ingerite.

Non si deve, infatti, dimenticare, che l’obesità infantile chiede di essere considerata come una vera e propria malattia, la quale può portare a gravi patologie cardiache, a tumori degli organi interni e a danni cerebrali.

La first lady Michelle Obama si dichiara felice dei dati pubblicati, in quanto da sempre si è vista impegnata sul fronte della salute infantile e sulla propagando di uno stile alimentare salubre e rispettoso. L’incidenza dell’obesità negli Stati Uniti, rappresenta infatti una vera e propria piaga sociale, la quale colpisce il 34,9% della popolazione. Michelle Obama si pone in prima fila nella lotta alle abitudini alimentari sbagliate e allo stile di vita troppo sedentario, cause principali dell’insorgenza dell’obesità.

Dati allarmanti, che se da un lato vedono il miglioramento nelle condizioni dei bambini, dall’altro sottolineano l’aumento del fenomeno nelle donne over 60, soprattutto nelle etnie afro americane e ispaniche.

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