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Il Pop e il romanticizzare la ‘morte giovane’

 Il narcisismo, l’economia e una certa fascinazione per la cultura gangster, sono tutti elementi che contribuiscono alla rinascita del “live fast, die young” nella cultura pop di oggi.

Bieber con il suo ‘swag’, Miley con la sua lingua e Skrillex con il suo stupido taglio di capelli.. Ci sono un milione di motivi per affermare che la musica pop moderna non ha nulla a che fare con la musica stessa.
Ma se ascolti – prestando davvero molta attenzione- c’è qualcosa di estremamente fastidioso nella musica pop odierna. C’è un apocalittico tema del “moriremo tutti comunque”, un messaggio stile YOLO che dice di fare qualunque cosa tu voglia oggi, perché domani potresti essere in una bara.

La canzone “I Love It” degli Icona Pop è un’ode alla distruzione di macchine, al lanciare la roba di qualcuno giù dalle scale e fare essenzialmente ciò che diavolo si vuole.
In “Die Young”, Ke$ha dice di fare ciò che vogliamo per tutta la notte perché moriremo giovani. Poi ci sono “Live while we’re Young” dei One Direction, “Live Fast, Die Young” di Rick Ross e Kanye West e tante altre canzoni in cui il messaggio è sempre lo stesso: bisogna vivere come se si stesse per morire.

Ma è davvero giusto, è necessario romanticizzare un concetto come la morte in canzoni che di poetico e spirituale hanno ben poco, canzoni che ti incitano a demolirti, farti più donne o uomini possibile, il tutto in assenza di un senso di morale?
Nessuna di queste persone, immagino, presume veramente di morire domani. Ma questo messaggio potrebbe significare qualcosa di più grande? Ed è forse il fatto che canzoni come questa potrebbero suonare come un grido d’aiuto di tanti giovani americani, ricoperto di glitter e appariscenza?

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