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“A” chiude: addio allo storico magazine di Maria Latella

anna ultimo numeroSembra impossibile, ma è così: lo storico settimanale “A”, diretto da Maria Latella, chiude.Arrivederci, è stato fantastico“, titola così l’ultimo numero in edicola dall’11 luglio 2013. In questo numero speciale vengono ricordati tutti i personaggi intervistati, gli autori delle rubriche, insomma il meglio degli ultimi 7 anni, ovvero degli ultimi 354 numeri.

Tra le lettere al direttore, moltissime sono le lamentele per la scelta di RCS Libri di chiudere il settimanale: “non riesco a credere che si interrompa così, con tanta leggerezza, una storia che dura da anni, una voce dedicata a noi donne“, e ancora “giù le mani dalla nostra rivista!”; per molte donne si tratta di “un delitto“. Tanto che anche le imprenditrici dell’AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda) protestano con un appello: “Il settimanale “A”, sempre stato seguito dalle donne italiane, sin dagli anni ’30 quando si chiamava Lei e poi Annabella e quindi Anna, ha avuto un grande rilancio negli ultimi anni”, e pertanto si auspica una soluzione – che per il momento, però, sembra improbabile.

anna chiudeMaria Latella, dal canto suo, ringrazia tutti per questi sette anni in cui è stata al timone di “A”, ma non specifica i motivi di questa improvvisa cancellazione. Azzardando, possiamo immaginare che si tratti di un problema di crescita economica che è venuta a mancare. Salutano nelle loro rubriche anche Marco Travaglio, Mario Giordano, Barbara Alberti e Gene Gnocchi, oltre a Lella Costa e a Alain Elkann. Tutti molto tristi per questa parentesi che si chiude.

Ma “A” vuole ricordare anche il lavoro svolto in questi anni, ed ecco allora le foto delle copertine migliori, delle interviste più memorabili, e delle iniziative importanti come “A 4 Job”, che cercava di mettere in contatto giovani talentuosi con le aziende che assumevano. Nel 2011, infatti, “A” si era impegnata per creare un ponte tra neolaureati ed aziende, e oggi molti stage sono diventati veri e propri contratti. E i giovani ringraziano.

Vengono ricordate, ancora, le donne che faranno l’Italia e che la salveranno. E chi salverà “A” dalla chiusura? Magari non si tratta di un addio, ma solo di un arrivederci. E noi lo speriamo davvero.

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