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Maternità

Come capire se ho il citomegalovirus?

Il citomegalovirus è un virus che appartiene alla stessa famiglia dell’herpes labiale e dell’herpes genitale, nonché dalla famiglia della mononucleosi infettiva.

L’infezione colpisce solamente gli esseri umani e nel soggetto esposto il virus risiede nelle feci, nelle secrezioni vaginali e nell’urina, nonché nelle sezioni cervicali e oro-faringee. Da questi fattori si può comprendere la sua via maggiore di trasmissione, ovvero il contatto diretto con esseri che sono stati infettati, attraverso lo scambio di secrezioni per via orale oppure attraverso i rapporti sessuali.

Un aspetto che interessa questo virus è che esso si presenta quasi totalmente asintomatico e quindi la persona infetta raramente può accorgersi dell’infezione in corso. Talvolta il virus si manifesta con una leggera febbre e soprattutto con una stanchezza diffusa e continua. Nelle persone che presentano difese immunitarie molto basse, il virus si manifesta in modo più esplicito, aumentando le febbri e il senso di spossatezza.

citomegalovirus

Come accade con molti microbi, virus e batteri, una volta contagiati dal citomegalovirus non è più possibile liberarsene, in quanto esso rimane latente all’interno dell’organismo. In condizioni di normalità esso non crea problemi, mentre può degenerare in caso di abbassamento delle difese immunitarie.

Il citomegalovirus in gravidanza deve essere valutato attentamente da esperti in questo campo, in quanto ogni caso deve essere considerato come unico e quindi valutato con estrema attenzione. Per scoprire se si risulta contagiati da questo virus è possibile attuare l’apposito test, il quale non è coperto da assicurazione statale.

Ciò significa che le spese vengono divise con la paziente. Ai fini della gravidanza, questo test è sicuramente importante, ma molti esperti sono concordi ne considerarlo uno ‘spauracchio’ per le future mamme. Il test è inoltre di difficile interpretazione e molti sono i dubbi che potrebbero accompagnarne l’esito. Su tutti spicca la necessità di comprendere quando il virus è stato innescato e se anche il partner sia contagiato.

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Molte sono quindi le domande e poche le risposte sicure, in quanto rari sono i centri ospedalieri italiani ferrati sull’argomento. In ogni caso è importante ricordare che valori bassi derivati dall’analisi potrebbero indicare una certa cronicità del virus e quindi il caso deve essere analizzato a fondo prima di decidere se affrontare un’interruzione di gravidanza per questo motivo.

A conti fatti, l’esame del citomegalovirus non viene inserito tra gli obbligatori per una ragione ben precisa. Innanzitutto i risultati non sono confrontabili e il nostro sistema sanitario non è pronto per affrontare la diffusione di dubbi e di incertezze derivanti da una lettura approssimativa. In secondo luogo si tratta di un virus che merita di essere analizzato solamente da esperti, in quanto raro. Il rischio di contagio dalla mamma al feto è anch’esso raro, in quanto le percentuali sui aggirano attorno al 10% circa, ma solo 2-3 feti su 10 che hanno contratto il virus riportano conseguenze.

Tali conseguenze possono essere piuttosto serie, in quanto interessano il sistema nervoso centrale, generare malformazioni oppure interessare ritardi mentali, la sordità e la corioretinite, una patologia della retina che provoca cecità. Attenzione, in quanto queste patologie non sono diagnosticabili in utero e ci si accorge della loro insorgenza solo dopo la nascita del piccolo.

Le mamme che quindi desiderano accertarsi dell’assenza del virus possono scegliere di effettuare il test, con l’accortezza di raccogliere informazioni su quali siano i centri migliori ai quali affidarsi, al fine di ottenere un responso reale, sicuro e di facile interpretazione.

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