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Un impero sotterraneo: la metro di San Pietroburgo
San Pietroburgo ha un curioso quanto magnifico “segreto” che condivide con la sorella e rivale Mosca. Le due città — l’una capitale del più esteso Paese del mondo, l’altra suo antico centro — non si sono accontentate infatti di disseminare colossali simboli nazionali e culturali in punti ben visibili: nascondono anche “siti sepolti” legati agli anni comunisti del Paese. Stiamo parlando delle metropolitane delle due città, veri e propri imperi sotterranei.

A San Pietroburgo, poi, questo tesoro è sepolto ancor più in profondità di ogni altro, a una media di 60 metri sotto terra e un picco di 110. La sua metropolitana — classica almeno quanto i romanzi di uno dei più famosi personaggi legati alla città, Fëdor Dostoevskij — è la più lontana dalle strade affollate nel mondo. Quando ingegneri, uomini d’affari e leader politici della città progettarono le piante per la rete ferroviaria, San Pietroburgo aveva un altro nome: Leningrado.
È così che era conosciuta tra il 1924 — anno della morte del leader della rivoluzione bolscevica — e il 1991. Alla fine dell’Ottocento, lo zar Nicola II aveva visionato e respinto una serie di progetti su una rete ferroviaria che includeva, tra le altre cose, il problema della profondità di 24 metri del fiume Neva. Nel 1930, il governo di Stalin rubò l’idea, e anche se il dittatore non sarebbe vissuto abbastanza per vedere l’apertura della prima linea nel 1955, presiedé alla progettazione di quello che molti avrebbero in seguito definito “il palazzo del popolo”.
In questa rete monumentale sono riflessi gli anni di massimo splendore dell’Unione Sovietica: 110 chilometri, 5 linee e 63 stazioni per un’ampiezza totale che fa pensare a una Versailles comunista. Imponenti colonne, lampadari che pesano tonnellate, pavimenti dai motivi geometrici e finiture scolpite: ogni linea ha una propria personalità, un look particolare.
La linea 1 è la “linea rossa“, il colore dell’Unione Sovietica, e va da Devyatkino a Prospekt Veteranov; il suo aspetto è un mix di barocco e realismo socialista. La 2, “la linea blu“, è invece una linea nord-sud dai decori austeri che riflette la premiership di Nikita Krusciov. La 3 è verde, e corre da Primorskaya a Rybatskoye; alcune delle sue fermate sono decorate con dipinti a tema marittimo o storico. Lo stile della 4, infine, fa un uso massiccio di falci e martelli, anche se la “linea gialla” presenta — alla stazione di Sportivnaya — anche esempi di arte ispirati all’antica Grecia.
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La realizzazione della rete ferroviaria è stato un progetto di ingegneria ciclopico, soprattutto a causa del terreno paludoso di questa città pianeggiante. A causa del rischio sempre presente di inondazioni, alcune stazioni sono dotate di muri e porte per dividere i binari dai marciapiedi. Questo crea l’impressione di essere in un enorme ascensore, ed infatti queste stazioni sono note in città come “ascensori orizzontali”. Una volta entrati in questi luoghi ci si sente isolati dal mondo, finché le porte si aprono verso la nostra meta: il treno. Entriamo, allora, e nel viaggio divertiamoci a conoscere meglio le meraviglie di questo impero sotterraneo.
