Bambini
Il gioco del rispetto degli istituti scolastici di Trieste
È di poche settimane fa l’iniziativa portata avanti dal comune di Trieste e intitolato ‘Il Gioco del Rispetto‘. Si tratta di un’iniziativa che ha suscitato molto scalpore, addirittura a livello nazionale, in quanto è stata commentata sui maggiori quotidiani anche da scrittori del calibro di Susanna Tamaro. Ma veniamo alle origini. Il progetto triestino si propone di cancellare gli stereotipi che accompagnano il concetto di maschile e di femminile, additandoli come precursori di atteggiamenti che possono portare alla nascita della cosiddetta ‘prevaricazione del genere’ ovvero ad episodi di prepotenza fra i bambini.

Il concetto che sta alla base di questo gioco è il seguente: essendo le opposizioni di genere il terreno dove spesso nascono difficili meccanismi, come la prevaricazione dei maschi sulle femmine e anche la consapevolezza che il mondo femminile è nato per svolgere determinati compiti, il progetto si propone di combattere alla radice queste opposizioni. In altri termini, il gioco si propone di dipingere la parità fra i sessi a livello di professioni, in quanto anche gli uomini vengono raffigurati con il ferro da stiro in mano e le donne come meccanici che aggiustano le automobili.
Fin qua tutto ok, ma molti educatori hanno trovato inutile, anzi controproducente questo tipo di approccio didattico. Per quale motivo, direte voi? Perché secondo gli esperti, i bambini hanno bisogno di stereotipi nella loro infanzia, che poi mutano in seguito all’educazione ricevuta. Tutto dipende, secondo gli esperti, anche dall’approccio degli educatori, che dovrebbero tenere un atteggiamento morbido per evitare che si scatenino discussioni e fraintendimenti già dai primi anni di vita dei bambini.
L’argomento si rivela quindi un po’ spinoso, ma in realtà il Gioco del Rispetto è molto semplice e merita di essere compreso nella sua natura ludica e didattica. Il kit didattico è composto da una scatola di giochi, dentro la quale si trova una storia illustrata inedita che racconta le vicende di Red & Blue. Si tratta di un bambino e una bambina che affrontano le prove avventurose del racconto e che esprimono in modo libero e privo di costrizioni le emozioni e i sentimenti che provano durante la loro esperienza.
Il kit si completa con un gioco di memoria con il classico meccanismo delle carte. Tali carte rappresentano i mestieri e il bello di questa fase è che per ogni mestiere il soggetto è una coppia di uomini e una coppia di donne, a significare che ogni arte può essere praticata indistintamente dal popolo femminile così come da quello maschile. Infine, il gioco si completa con schede di gioco che possono essere proposte a piacimento dagli insegnanti. Tali carte richiamano anche in questo caso la libertà nel comportamento e indirettamente eliminano gli stereotipi, consigliando ai bambini di comportarsi secondo i naturali desideri.
Il kit del Gioco del Rispetto sta per essere impiegato in via sperimentale negli istituti scolastici della regione Friuli Venezia Giulia ma molte richieste sono arrivate da ogni parte d’Italia. Intanto c’è chi non si trova proprio d’accordo con questa scelta e chi, invece, la reputa intelligente e lungimirante. Staremo a vedere! Intanto i primi risultati dell’esperimento didattico saranno raccolti ed elaborati da un team di psicologi, per valutarne l’impatto sui piccoli e la funzionalità a livello didattico.
