Beauty
L’appello di una ragazza contro la magrezza delle modelle

Ha fatto molto discutere la vicenda che ha interessato il noto magazine di moda Marie Claire, che ha proposto fra le sue pagine la foto di una ragazza particolarmente triste, molto molto magra ed emaciata. Si è trattato di una fotografia di moda, che ha però prontamente sollevato tante critiche da parte delle lettrici e anche dell’opinione pubblica. Il fantasma dell’anoressia, dei modelli sbagliati ai quali tante donne e ragazze potrebbero ispirarsi è infatti dietro l’angolo e quindi pronte sono state le risposte delle persone che non vogliono che questo accada.
Fra le molte voci che si sono alzate spicca quella di una ragazza italiana, Melania, ventiseienne affetta da disturbi dell’alimentazione. La ragazza ha lanciato una petizione molto toccante, che riporta qual è il suo stato d’animo e la sua battaglia quotidiana contro il problema della bulimia. La ragazza racconta la sua storia, il cambiamento da persona estroversa e solare a donna che non sa più da che parte sbattere la testa a causa dei suoi problemi di bulimia. Toccante, vera e legata alla realtà, la petizione di Melania è stata pubblicata nel portale Change.org e chiede al mensile Marie Claire di destinare qualcuna delle sue rubriche ai problemi alimentari delle donne.
Si tratta di una richiesta legittima e vedremo se il mensile la accoglierà , perché in prima battuta la direttrice di Marie Claire aveva giustificato la scelta come una azione di tipologia artistica, sebbene fosse subissata di critiche inneggianti all’errata pubblicazione delle immagini. Non si tratta di moda, ma della pratica di esibire corpi troppo magri, distante anni luce dalla realtà delle donne italiane e pericolosa per tutte le persone che stanno ricercando una loro identità personale. Di seguito riportiamo il testo della stessa scritta da Melania.
Da più di un anno e quattro mesi sono entrata nel tunnel della bulimia. So, purtroppo, che a questo mondo esistono problemi e malattie più gravi. E so che la causa del mio malessere è solo mia e – come si dice in questi casi -chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Non posso fare altre altro, quindi, che prendermela con me, perché di fronte ai problemi, invece di reagire come le persone “normali”, ho reagito e sto reagendo nel modo più sbagliato.
Oltre a questo, però, vorrei riuscire a fare anche qualcos’altro, perché quello che sto passando in questi mesi non lo auguro nemmeno al mio peggior nemico. Da persona solare, simpatica e sempre molto attiva, sono diventata una ventiseienne apatica e asociale. Sono ormai mesi che non esco di casa e le mie uniche uscite sono gli incontri settimanali con la psichiatra. Mi sono allontanata da tutto e da tutti.
Scrivo questa petizione per mandare un messaggio a tutte quelle ragazze che “vogliono” intraprendere il “percorso” della bulimia o dell’anoressia, come se fosse un buon modo per diventare belle e perfette. Vi dirò la verità: da quando sono in questo schifo, ho perso il ciclo mestruale, perdo i capelli e sto perdendo la voglia di vivere. Finché siete in tempo, fermatevi. Parlatene in famiglia o rivolgetevi a qualche centro per i disturbi dell’alimentazione della vostra zona.
Quello dei disturbi alimentari è un tema molto importante e delicato, ma purtroppo molte volte non viene trattato come dovrebbe, nonostante a soffrirne siano moltissime persone, spesso giovanissime. Di fronte a questo non si può restare indifferenti.
Ho voluto scrivere questa petizione perché sono stufa di tutto questo: della mia condizione, certo, ma anche del fatto che questa malattia venga vista un tabù. Per molte persone è quasi una vergogna ammettere di soffrire di questo genere di disturbi. Viviamo in una società dove ammettere di essere seguiti da psicologi o psichiatri viene spesso vista come una cosa negativa.
Per questo, per aiutare me e chi è nella mia stessa condizione, per fare in modo che tutti abbiano più consapevolezza di cosa significa soffrire di disturbi alimentari, mi piacerebbe che giornali e riviste ne parlassero di più. Con maggiore impegno, naturalezza e accuratezza.
E mi rivolgo, primo fra tutti, al mensile Marie Claire, che nelle scorse settimane è stato duramente criticato per aver messo in copertina la foto di una ragazza troppo magra. Che ne diresti, cara direttrice, di dedicare ogni mese uno spazio al tema dei disturbi alimentari? Una rubrica fissa per capire cosa sono, chi ne soffre e che cosa si può fare. Un piccolo gesto per rompere il silenzio.
