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Vacanze

Vacanza perfetta e senza intoppi? Segui i nostri consigli!

Non solo la meta dei propri sogni e il budget giusto: pianificare un viaggio significa saper tenere alla larga imprevisti sgraditi. Ecco come.

Dimenticati ormai da tempo i benefici delle vacanze estive, è ora di iniziar a programmare la fuga dalla città durante la pausa di Natale. Per alcuni è l’occasione per saltare a piè pari gli estenuanti pranzi familiari, per altri una possibilità per prendere la tintarella in qualche luogo esotico in pieno inverno.

In ogni caso, prendere qualche precauzione è un ottimo modo per evitare gli imprevisti, che a volte si verificano nei periodi di vacanza. Un esempio è quello dell’estate 2014, il caso Goinsardinia, la compagnia di traghetti che ha lasciato a terra centinaia di passeggeri che ora stanno tentando la strada del risarcimento.

Il ventaglio dei rischi è ampio: overbooking, cancellazione oppure ritardo del volo, perdita del bagaglio, agenzie fantasma… soltanto per citarne alcuni. Perché rischiare intoppi? Ecco alcuni consigli per pianificare una vacanza al riparo dai guai e brutte sorprese.

Il contratto dell’agenzia

Le agenzie di viaggio e i tour operator devono sottostare a regole precise, stabilite dal Codice del turismo.

Nel caso in cui un viaggio organizzato, quindi in presenza di un contratto da sottoscrivere, prima di firmare è bene accertarsi che le carte siano in regola.

Oltre a una descrizione il più possibile circostanziata delle caratteristiche del viaggio, si ha diritto a ricevere informazioni sui documenti necessari, sugli obblighi sanitari, il recapito telefonico degli organizzatori e l’indicazione della presenza di un’eventuale polizza assicurativa (aspetto non trascurabile, soprattutto se la destinazione scelta è un Paese estero).

In particolare, sono da spulciare le condizioni relative alla modifica del prezzo del pacchetto. Il costo di un viaggio può essere modificato solamente se è previsto dal contratto e solo in proporzione all’eventuale variazione dei costi di alcune voci: come trasporto, carburante, tasse aeroportuali e portuali e tassi di cambio. Insomma, si tratta di circostanze non così comuni.

Se l’aumento di prezzo si verifica nei venti giorni precedenti la partenza ed è superiore al 10% della tariffa concordata, il consumatore può decidere di recedere liberamente, chiedendo il rimborso dell’importo versato. Nel contratto devono essere sempre indicate anche le modalità di calcolo del ritocco del prezzo e i relativi costi dovranno poi essere adeguatamente documentati. Infine, si deve fare attenzione alle modalità di annullamento del viaggio. Se è il tour operato ad annullarlo o a modificarlo, il cliente ha diverse alternative:

  • Può recedere dal contratto senza pagare penali e ha il diritto di usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore, senza supplemento di prezzo;
  • In alternativa, si può scegliere un pacchetto di qualità inferiore, facendosi restituire la differenza di costo
  • Si può anche decidere di non partire e avere il rimborso del denaro pagato entro sette giorni lavorativi

Problemi in viaggio

Se il viaggio è già iniziato e il cliente verifica che una parte dei servizi previsti dal contratto non può essere fornita, il tour operator dovrà proporre soluzioni alternative per la prosecuzione del viaggio, ma senza spese di alcun tipo a carico del cliente. In alternativa, potrà rimborsare la differenza di costo tra i servizi previsti e quelli effettivamente garantiti. Se, invece, è il consumatore a rinunciare al viaggio non c’è modo di evitare il pagamento di una penale. Quindi, conviene sempre leggere nel contratto a quanto ammonta e come si articola: più ci si avvicina al giorno della partenza e più si dovrà pagare (nel caso peggiore si perde il 100% del costo del viaggio).

Forse non tutti sanno che è possibile cedere il contratto a qualcun altro, purchè l’identità del sostituto sia comunicata almeno quattro giorni lavorativi prima della partenza. Quindi, in caso di imprevisti familiari o di salute, che impediscono la partenza, invece di gettare la spugna provate a proporre a un parente o a un amico di partire al posto vostro: non perderete i soldi.

Se il viaggio è prenotato via web

I dati Istat del 2013 rivelano che la maggior parte degli italiani organizza personalmente il viaggio, senza avvalersi di un’agenzia e utilizzando soprattutto il web.

Prenotare un viaggio online è indubbiamente comodo, ma chiede maggiori cautele. La prima regola è non bazzicare siti semisconosciuti e utilizzare invece i portali generalisti, collaudati da milioni di turisti. Se la tariffa è molto scontata, e online tra last minute e last second è frequente, informatevi bene sulle restrizioni previste, per esempio se il biglietto non è rimborsabile in caso di cancellazione. I “rating” degli hotel di solito sono affidabili, essendo basati sulle esperienze di altri turisti, anche se non sono da prendere come oro colato, come insegna una recente indagine dell’Antitrust sulla scarsa affidabilità delle recensioni online, a volte prezzolate. La sicurezza dei pagamenti è un altro punto a rischio: bisogna sempre verificare che il sito utilizzi un sistema certificato (Verysign oppure Belsign), che garantisca la segretezza delle transazioni.

E’ importante sapere che per i viaggi acquistati online non è previsto il diritto di recesso: se si cambia idea, il consumatore potrà recedere dal contratto solamente pagando le penalità previste.

Come muoversi se qualcosa va storto

1 Bisogna conservare sempre il contratto sottoscritto, tutti i documenti di viaggio e qualunque altra pratica rilasciata dall’operatore turistico.

2 Se qualcosa va storto o non corrisponde alle promesse o alle aspettative, bisogna raccogliere il maggior numero possibile di prove sul posto: scattare fotografie, raccogliere testimonianze tra il personale della struttura e altri possibili testimoni, conservare scontrini e ricevute delle spese fatte.

3 Appena si presenta un problema (ad esempio la stanza non è vista mare come promesso) bisogna contattare immediatamente il personale dell’albergo e, in caso di viaggio organizzato, i referenti locali del tour operator per segnalare il problema e, se possibile, chiedere di risolverlo subito.

4 Se, invece, il problema non viene risolto subito, bisogna attivarsi. Appena tornati a casa e comunque entro 10 giorni lavorativi dal rientro, si deve inviare una lettera raccomandata a.r. al tour operator e all’agenzia di viaggi, indicando con precisione e dovizia di particolari disservizi subiti, più una richiesta di risarcimento danni, allegando eventuali fotografie scattate e/o copie degli scontrini relativi alle spese impreviste sostenute.

5 Se il tour operator o l’agenzia di viaggio non accoglie le richieste del viaggiatore, si può procedere citando in giudizio la controparte di fronte al giudice di pace. Il giudice di pace è competente per le cause di valore non superiore a 5000 euro. Per le cause fino a circa 500 euro si può stare in giudizio anche senza l’assistenza di un avvocato.

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