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Recensione “Quattro etti d’amore, grazie” di Chiara Gamberale
Titolo: Quattro etti d’amore, grazie
Autrice: Chiara Gamberale
Pagine: 252
Data di pubblicazione: 26 marzo 2013
«Ma tu ci pensi? Tu ci pensi a tutte le esistenze che potrebbero farci felici, se non fossimo sempre alle prese con la nostra?»
Erica è una mamma, e come tutte le mamme dedica tutto il suo tempo ai capricci dei figli, alla cena del marito, ai vestiti da stirare e ai piatti da lavare. L’unico momento in cui stacca la spina dalla noiosa quotidianità è quando stremata arrivata alla sera, apre il suo account di Facebook e chatta con i vecchi compagni del liceo, con cui è ancora in buoni rapporti. Le conversazioni più animate sono quelle con Davide, poiché sono legati dalla passione in comune per “Testa o Cuore”, serie televisiva di culto.
Tea è un’artista, Tea è bella, particolare, esotica; Tea è la protagonista di “Testa o Cuore”, ed è uno spirito libero. O almeno così sembra agli occhi di Erica.
Le due donne, così diverse eppure con problemi molto simili, si incontrano ogni giorno al supermercato, non sapendo (quasi) nulla l’una dell’altra, ma invidiandosi, guardando la spesa dell’altra, esaminando ogni prodotto e ricamandoci sopra una storia.
Arrivano ad idealizzare la vita dell’altra, rendendola oggetto dei propri desideri.
Qualsiasi mamma priva di tempo per se stessa ogni tanto desidererebbe, forse anche vergognandosene, poter avere qualche libertà in più; senza figli capricciosi tra i piedi, senza mariti troppo esigenti e poco affettuosi.
Tea, invece, ha una vita sentimentale tutt’altro che ben definita: ha al proprio fianco un uomo che non sa cosa vuole, che invece di “ti amo” dice “ti bamo” perché non è abbastanza ‘da artista‘ e non rientra nei suoi principi morali dire ad una donna dei simili cliché.
Tea darebbe qualsiasi cosa per avere un marito, dei figli, qualcuno di cui prendersi cura e che la ami incondizionatamente: in poche parole, una famiglia.
“L’erba del vicino è sempre più verde“, questa è la morale del libro di Chiara Gamberale.
Una narrazione scorrevole e divertente, a tratti poetica e colma di significato. Ti insegna a rendere migliore ciò che hai e non a desiderare ciò che non ti appartiene. E un messaggio così profondo, grazie alle capacità di Chiara Gamberale, si ricava da un racconto breve, piacevole e a tratti anche comico.
