Benessere
Perché la schiena fa male con il cambio di stagione?
Il cambio di stagione può mettere a serio rischio la salute della schiena: con l’arrivo del freddo, infatti, la lombalgia – che si tratti di una forma cronica o di una forma acuta – può peggiorare e risultare ancora più problematica del solito. Se si pensa che nel mondo otto persone su dieci hanno a che fare con questo tipo di disturbo, appare chiaro il motivo per cui vale la pena di sapere come intervenire.

L’abbassamento delle temperature, specialmente nel caso in cui sia molto brusco, è potenzialmente decisivo: insomma, con il passaggio dal caldo al freddo si può avere a che fare con la comparsa improvvisa di dolori lancinanti, tali da far piegare in due chi ne è vittima. Certo, situazioni psicologiche e fisiche già alterate possono aumentare il dolore: ed è evidente che diventa importante adottare una corretta postura della schiena per uscire da questo tunnel poco piacevole.
Come si riduce il mal di schiena con il cambio di stagione
Ma qual è il motivo per cui i cambi di stagione influiscono in questo modo sui dolori alla schiena? Il fatto è che nel periodo invernale l’organismo cerca di contrastare in modo naturale il calo improvviso delle temperature facendo in modo che il calibro dei vasi sanguigni si restringa, con l’obiettivo di consumare meno calore: così facendo, però, vengono attuati e amplificati tutti quei meccanismi che presuppongono una rigidità eccessiva dei muscoli. Un trattamento con miorilassanti e antinfiammatori può essere utile, ma non si può fare a meno di dedicarsi alla prevenzione e di muoversi prestando attenzione alla propria schiena.
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Per essere in grado di lenire i dolori alla schiena causati dal freddo è fondamentale imparare a gestire la propria colonna vertebrale in maniera corretta: il che vuol dire, per esempio, muoversi assumendo la giusta posizione anche nelle normali attività quotidiane e nella vita di tutti i giorni. Oltre a ciò, può essere utile mettere in pratica degli esercizi antalgici specifici, che hanno l’effetto di potenziare gli addominali, e quindi rendere la muscolatura posteriore più stabile. Un esempio di esercizio è quello che prevede di contrarre i muscoli addominali mentre si è sdraiati e si tengono le braccia lungo i fianchi, con i piedi appoggiati al pavimento e le ginocchia piegate. In alternativa, stando sdraiati ma a pancia in giù, si può provare a contrarre gli addominali, con la fronte appoggiata sulle mani, tentando di alzare la pancia dal suolo.
