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Il Linguaggio Segreto dei Fiori, Vanessa Diffenbaugh.

Il-linguaggio-segreto-dei-fiori-copertinaNon mi fido, come la lavanda.
Mi difendo, come il rododendro.
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura.
E quando ho paura la mia voce sono i fiori.
Il Linguaggio Segreto dei Fiori di Vanessa Diffenbaugh, ha letteralmente spopolato sul litorale laziale: ad ogni stabilimento balneare, quest’estate, vedevo qualcuno che lo stava leggendo. Così, un po’ incuriosita dalla copertina magnetica e un po’ domandandomi il perché di questo grande successo, tre giorni fa ho deciso di acquistarlo.
Devo dire che la mia esperienza con questo libro non è stata affatto spiacevole, anzi…
In breve, la storia parla di una ragazza diciottenne, Victoria, che ha vissuto la sua infanzia e la sua adolescenza tra orfanotrofi e famiglie adottive che però, alla fine, l’hanno sempre respinta. Non si è mai sentita una vera figlia per qualcuno e questo ha fatto crescere gradualmente in lei una vera e propria repulsione per il contatto fisico oltre che una rabbia crescente. L’unica che abbia mai considerato come una madre, è Elizabeth, l’ultima donna che aveva deciso di adottarla prima che lei venisse considerata “non adottabile” dal tribunale dei minori.
E’ stata proprio Elizabeth ad insegnare a Victoria il linguaggio dei fiori, metodo usato in epoca vittoriana per comunicare i propri sentimenti. Da quel momento, la bambina incominciò a maturare una vera e propria attrazione per i fiori. Per esempio, mi è rimasto particolarmente impresso il fatto che la Camomilla significasse “forza nelle difficoltà”.
La narrazione è in prima persona e i capitoli si intervallano tra passato – per essere precisi il periodo che Victoria passa con Elizabeth- e presente. La Diffenbaugh ci tiene con il fiato sospeso fino alla fine, invogliandoci sempre di più a scoprire il motivo per il quale la protagonista non ha vissuto la sua adolescenza con l’unica donna che ha considerato una madre.
Altrettanto interessante, è il presente che sta vivendo Victoria, strettamente legato al passato e ad una colpa segreta che la ragazza porta nel cuore da otto anni.
Sono riuscita ad immedesimarmi sempre di più nella narrazione, anche se la protagonista è un personaggio del tutto diverso da me. Inizialmente, avrei potuto riassumere il suo carattere in una sola parola: problematico. Tuttavia, con lo scorrere dei capitoli, lei diventa molto di più e inizia letteralmente a prendere vita attraverso l’inchiostro del libro. Victoria è misantropa, con un cuore chiuso all’Amore e a qualsiasi altro tipo di rapporto, ma allo stesso tempo profondamente spaventata. Sì, perché la sua è una scorza, quasi un problema mentale che va curato lentamente, grazie all’affetto e alla devozione dei suoi cari… Piccolo problema: lei non ha persone, non ha pilastri che sorreggono la sua vita. Infatti Victoria è anche profondamente sola, senza un vero riferimento.
Vedremo i suoi sviluppi a livello fisico e mentale, la sua crescita interiore nel corso della storia e scommetto che alla fine riuscirete anche voi a capirla, a capire le sue scelte che sì, in molti casi sono state sbagliate, ma del tutto umane.

E’ un libro che mi ha insegnato a cogliere le piccole emozioni e ad apprezzarle con il tempo, a vederle sbocciare ad un certo punto come un germoglio.
Forse, molte volte mi è venuta voglia di scaraventare il libro addosso alla parete della mia camera, ma alla fine ho capito che anche Victoria, dapprima così spigolosa e criptica, è capace di amare, forse molto di più degli altri, solo che inizialmente non riesce a sopportare il fatto di essere amata. E’ questo il senso del suo strano comportamento, della sua repulsione per il contatto fisico.
Imparerete ad amare questo carattere così particolare, così come amerete il rapporto tra lei ed Elizabeth o tra lei e il misterioso ragazzo del mercato dei fiori che sembra sapere tutto su di lei.
La Diffenbaugh ha un ritmo serrato, che non ti permette mai di staccare gli occhi dal libro, fino a quando non lo hai finito. La sua narrazione si svolge velocemente ed è un libro piacevole da divorare all’ombra di un ombrellone, nelle afose giornate estive. Lasciatevi travolgere dall’arcano e misterioso linguaggio dei fiori, che accompagna questo libro come una dolce melodia che fa da ponte tra il passato e il presente di Victoria.
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