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Il ballo – La crudeltà dei giovani
Non conoscevo la Nemirovsky prima di questo raccontino, e devo dire che ha stimolato la mia curiosità. Trattasi di una storia brevissima incentrata su una famigliola di parvenu, di nuovi arricchiti, che vogliono a tutti i costi entrare nella bella società.
Più di tutti vuole farlo la moglie, che è anche madre, e che spinge il marito ad invitare ad un ballo in casa almeno duecento persone. Ma nel frattempo dimentica di amare sua figlia, una ragazzina che medita persino il suicidio perché non si sente capita da nessuno, non ha amici e odia più di tutti sua madre.
Ma, piuttosto che il suicidio, arriva ben presto l’occasione di vendetta, e la piccola Antoinette fa in modo che nessuno si presenti al ballo tanto atteso, tranne una parente odiatissima. In silenzio, sotto un tavolino, Antoinette osserva lo sfacelo e il crollo della madre, che non si capacita di un tale fallimento. Ma Antoinette non prova pietà, né compassione: per la prima volta si sente grande, all’altezza degli adulti, capace di fare qualcosa di male anche lei, una volta tanto.
Il tema è ancora una volta quello dell’ossessione per il denaro, ma anche e soprattutto della solitudine eterna dei ragazzini quasi adolescenti; mai compresi dai genitori, con pochi amici veri o nessuno, trovano nella crudeltà l’unica valvola di sfogo. In questo caso è verso gli adulti, ma più spesso è rivolta contro se stessi.
