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La scelta della tata: fai le giuste domande

Dopo la nascita di un bambino, tutto il mondo di una donna si trasforma. Allattamento, pannolini, nuove scoperte, primi sorrisi e primi passi. E il ritorno alla vita lavorativa, dalla quale ci si era staccate per poter accogliere al meglio il proprio piccolo.

Un momento difficile, per la mamma. Allontanarsi da casa, lasciare un bimbo  molto piccolo, temere per lui e al tempo stesso avere bisogno di ritrovare la normalità, le colleghe, il lavoro che piace e gli spazi per se stesse: un mix di emozioni che travolge, ma che quasi tutte devono affrontare.

Dopo aver risolto il dilemma eterno tra nido e baby sitter, alla neomamma spetta il compito di scegliere la persona giusta, quella tata perfetta per il proprio piccolo, che sia in grado di occuparsi del bambino con dolcezza, che sia esperta e pronta a intervenire in caso di incidenti o malattie.

L’istinto gioca un ruolo fondamentale, ma anche fare le domande giuste è importantissimo. Tanto per cominciare bisogna spargere la voce tra i genitori, vicini di casa e amici. Se ci viene consigliata da chi ci fidiamo, una buona parte del lavoro è fatta.

Una volta individuata – ma è bene esaminarne più di una – è necessario chiedere qualche referenza. E’ vero che il rapporto che si andrà eventualmente a creare sarà molto personale, ma è anche vero che le altre famiglie possono confermare o meno l’affidabilità della tata scelta. Che deve assolutamente sostenere un colloquio in presenza del bimbo da curare. I bambini non hanno filtri. Se scatta del buon feeling tra di loro, difficilmente sarà la persona sbagliata.

La tecnologia può aiutare molto. Facebook e altri social – alcuni creati apposta per favorire l’incontro tra mamme e tate – permettono di trovare foto, profilo personale, e in generale informazioni che aiutano a farsi subito un’idea della persona che si decide di incontrare.

Bisogna inoltre ottimizzare il tempo a disposizione e fare le domande giuste. Oltre a questo, occorre esser molto chiare. Cosa ci si aspetta da questa persona? Bisogna che la baby sitter sappia perfettamente cosa deve fare, così da poterle poi chiedere poche cose ma fondamentali.

Per esempio, il suo modo di gestire le emergenze, i capricci, i momenti “morti”, che giochi sa fare e come intende proporli, e come gestisce le punizioni. Una brava tata dovrebbe svolgere questo mestiere per passione, quindi tanto vale chiederle se è questa che la spinge a lavorare con i bambini o altro.

Osservare le sue reazioni, la capacità di accogliere senza invadenza il bimbo, sono un ottimo modo per scegliere la persona adatta alle esigenze di mamma e bambino. Una volta scelta, non bisogna dimenticare che il mestiere di tata è forse uno dei più difficili e pertanto va pagato in maniera adeguata, in segno di fiducia e rispetto.

La baby sitter diventerà un grande punto di riferimento per i propri figli, pertanto vale la pena instaurare un bel rapporto fin da subito, fatto di onestà e cordialità, tutto volto al benessere totale del piccolo.