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Vacanze

Una meravigliosa sconosciuta di Roma: la Casanatense

Storia e segreti della biblioteca che ospitò il processo a Galileo

Prima di morire, il cardinale Girolamo Casanate (1620-1700) nascose uno dei più grandi segreti di Roma dietro una grande porta di legno nel centro della città. Il numero 52 di Via Sant’Ignazio è infatti sede di un tesoro di 350.000 libri antichi – di cui 6.000 manoscritti e 2.200 incunaboli – nonché della più grande collezione di bolle papali. L’alto prelato ordinò ai domenicani, come suo lascito, di costruire una biblioteca speciale, rimasta in seguito una delle principali collezioni del mondo fino al XVIII secolo.

La Biblioteca Casanatense è considerata uno degli edifici più belli della capitale italiana e riassume in sé tutto lo splendore del periodo rinascimentale. Le sue stanze custodiscono i migliori libri nel campo della religione, della medicina, della matematica, delle lingue esotiche e della geografia. Ospita anche opere che furono approvate o respinte dall’Inquisizione spagnola, comprese le parti a quel tempo censurate.

Il cardinale, già inquisitore di Malta e governatore di vari territori pontifici, riuscì a mettere insieme questa raccolta di bellissimi volumi quando era bibliotecario della Santa Chiesa cattolica.

La sala principale accoglie 25.000 libri, il cui ordine di scaffalatura è rimasto invariato per tre secoli, anche se la maggior parte dei contenuti è stata digitalizzata. Ogni volume ha una sua collocazione particolare, e i ripiani sono progettati in modo tale che i libri più pesanti siano alla base e quelli più leggeri in alto. I volumi sono inoltre protetti da sovraccoperte antipolvere di pelle; naturalmente, la Bibbia è il libro più importante e protetto della stanza.

Nel 1698 Casanate scrisse il suo testamento, in cui lasciava in eredità i libri e la somma di 160.000 scudi ai domenicani di Santa Maria sopra Minerva, insieme a un certo numero di edifici e di terreni. Il documento conteneva anche una clausola che imponeva ai frati dell’ordine di costruire una nuova biblioteca per ospitare la collezione in modo che potesse essere liberamente accessibile al pubblico.

Quello stesso anno, i domenicani progettarono un ambiente speciale – con alte finestre, un soffitto a volta e pareti bianche che sfruttassero al meglio la luce – in cui la raccolta potesse essere conservata nel corso degli anni. La biblioteca è stata mantenuta la stessa da quando aprì le sue porte nel 1701, ed è rimasta in gran parte intatta, anche se un paio di piccole modifiche sono state apportate ai pavimenti e alle pareti – logorati nel corso degli anni – quando la proprietà è passata dalla chiesa allo stato italiano. Il famoso processo a Galileo Galilei ha avuto luogo proprio nel convento annesso alla Casanatense.

Una delle più grandi attrazioni della biblioteca è una coppia di grandi mappamondi – uno della terra e uno dei cieli – disegnata dal cartografo Silvestro Amanzio Moroncelli: il primo rappresenta il mondo così com’era conosciuto prima del 1716, il secondo le costellazioni.

Oltre a essere aperta alla lettura e alla ricerca, come voleva Casanate, la biblioteca viene oggi utilizzata anche per ospitare presentazioni di libri e mostre d’arte. Nel suo libro Storie di Roma, il giornalista spagnolo Enric González ha descritto la Casanatense come “una delle meraviglie meno conosciute di Roma”, la cui sala principale è “tra le più belle della città”.

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