Vacanze
Costa Smeralda Sardegna: un viaggio da sogno
La Costa Smeralda Sardegna colpisce dapprima per le sue rocce di granito su cui si staglia rigogliosa la natura sotto forma di macchia mediterranea ma anche per le sue acque color verde smeraldo. La località di Poltu Quatu è distante appena tre quarti d’ora dal principale aeroporto. Questa è ricavata da un fiordo che gelosamente custodisce un villaggio turistico che riproduce perfettamente un antico borgo di pescatori. Se ci si arriva al tramonto, lo spettacolo è avvincente. I raggi del sole si schiantano in un trionfo di cromie rosse proprio sulla grande roccia che sovrasta l’insenatura.

Le casette bianche, quasi nascoste tra la vegetazione, al loro interno sono dotate di tutti i comfort. Per una vera vacanza all’insegna del totale relax, scegliere il Grand Hotel della catena Melià, un 5 stelle per intenderci, è la mossa giusta. I prezzi naturalmente sono proporzionati ai servizi offerti e differiscono in base alla stagione. Io ho trovato un’offerta last minute che, tutto sommato, mi ha garantito una vacanza splendida senza spendere l’intero stipendio.
Mare e buon cibo
L’indomani scelgo come spiaggia l’affollatissima Capriccioli, ma le alternative sono tantissime, tutte molto affollate a luglio. Il mare limpidissimo e le lingue di granito che lambiscono la spiaggia bianchissima compensano il fatto di dover “lottare” per un quadratino di spiaggia dove stendere l’asciugamano.
In genere tutte le spiagge della costa sono libere, tranne alcune che in alta stagione fanno pagare l’ingresso. I servizi non sono certo quelli offerti dalla costa romagnola, ma decisamente il paesaggio e la natura valgono ben più di una sdraio. Per il pranzo mi sono organizzata per lo più per conto mio, riservando alla cena il piacere dei ristoranti. Il Tanit di Poltu Quatu è raffinato, di un’eleganza esclusiva, infatti spesso si possono incontrare vip che cenano allegramente. I tavoli sono quasi tutti disposti fronte mare quindi si cena con una cornice a dir poco magica.

I divertimenti notturni non mancano, dal Ritual ad Arzachena, discoteca ricavata nella roccia, che sembra un castello di sabbia pietrificato, al famoso Sottovento a Porto Cervo, locale esclusivo al quale è molto difficile accedere se non si hanno le giuste conoscenze, al più easy Peyote, locale reggae dal nome non casuale. Un giro a Porto Cervo di giorno è doveroso. Mi sono lasciata sedurre dalle boutique delle grandi firme, guardare ma non comprare perché i prezzi sono davvero esorbitanti in alta stagione. Un gelato nella famosa piazzetta rossa è invece abbastanza abbordabile, ma attenzione, certe sere il caffè a tavolino può superare i 5 euro. Ho passeggiato tra le case bianche, attraversato il piccolo bosco, tra aromi di ginepro e mirto, che porta al molo dove sono ormeggiati grandi yacht.
Cosa mangiare in Costa Smeralda Sardegna
In generale la vacanza è stata perfetta, i posti sono unici e di una bellezza difficile da dimenticare. La spesa naturalmente è abbastanza elevata, ma per una volta credo proprio valga la pena farsi coccolare e viziare da tutti i servizi e comfort offerti dalle strutture del posto. Magari si può risparmiare pranzando al sacco e poi godersi una cena tipica o nei ristoranti o, meglio ancora, nei numerosi agriturismi della zona che propongono piatti caratteristici fatti in casa, come Lu Jaddu, un agriturismo molto spartano ma con una cucina impeccabile a prezzi onesti.

Un modo semplice ed economico per gustare le delizie locali è quello di scovare le sagre che si svolgono nei piccoli centri rurali, non molto distanti dalla costa. Si può mangiare di tutto, ma la cosa che consiglio assolutamente è la rinomata zuppa gallurese con lu ghisatu, un sughino di carne. Inoltre consiglio li ciusoni, tipici gnocchi galluresi fatti in casa, possibilmente con sugo di cinghiale.
Naturalmente si può trovare il conosciutissimo porcetto arrosto col mirto e le altrettanto famose seadas col miele, basta un po’ di fortuna e di attenzione alle locandine appese un po’ ovunque.
Leggi anche –> Consigli per le vacanze: Cagliari, città a misura d’uomo
