lunedì , 20 ottobre 2014
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Recensione di Colpa delle stelle, di John Green

the fault in our starsTitolo originale: The fault in our stars

Titolo tradotto: Colpa delle stelle

Autore: John Green

Pagine: 347

Se in America ha avuto così tanto successo un motivo ci sarà: se in Italia puoi girarti tutte le librerie di una città senza trovarlo è perché probabilmente gli italiani che cercano una lettura leggera e scorrevole prediligono i romanzi rosa stile ‘Colazione da Darcy‘ o ‘Un regalo da Tiffany‘. ‘Colpa delle stelle‘ è un romanzo che si colloca al metà tra il drammatico e il comico, tra la lettura adolescenziale e un libro serio ed emotivamente pesante.

Hazel ha sedici anni ma già ne ha passate tante: grazie ad un farmaco sperimentale su cui nessuno contava, le restano ancora alcuni indefiniti anni da vivere. Avendo lasciato la scuola e passando la maggior parte del suo tempo tra letto di casa ed ospedale, dipendente da ingombranti macchinari, Hazel ha perso tutto ciò che un normale adolescente vive ed affronta quotidianamente: i compiti in classe, i pomeriggi con le amiche, la prima cotta…nonostante ciò le rimane la sua autoironia, il suo brio inesauribile, la sua voglia di conoscere, sperimentare, vivere.

Fin qui sembrerebbe uno dei tipici romanzi atti a strappare qualche lacrima e a consapevolizzare i lettori sulle dinamiche e sulle conseguenze di una malattia diffusa e quasi inguaribile come il cancro: non è affatto così.

Hazel, per tutta la durata del libro, sembra quasi ignorare la malattia. La sedicenne fa di tutto per sentirsi normale, per liberarsi dai macchinari che la tengono in vita e per vivere spensierata e libera da ogni vincolo emotivo e psicologico che la lega alla sua malattia. Durante la lettura si arriva quasi a perdere l’iniziale consapevolezza che a breve la protagonista morirà, che accada durante il corso del libro o dopo l’ultima pagina.

Frequentando una serie di incontri settimanali per scambi di opinioni ed esperienze tra malati terminali e non, Hazel incontra Augustus: affascinante, misterioso, divertente e sano come un pesce.
Il tempo che avranno a disposizione per conoscersi, frequentarsi ed innamorarsi è un vero e proprio dono, e ogni ora viene vissuta da loro come fosse l’ultima, scappando da un futuro che sembra sicuro, certo, già determinato.

Non posso parlare della nostra storia d’amore, quindi vi parlerò di matematica. Non sono un matematico, ma una cosa la so: ci sono infiniti numeri tra 0 e 1. C’è 0,1 e 0,12 e 0,112 e una lista infinita di altri numeri. Naturalmente c’è una serie infinita di numeri ancora più grande tra 0 e 2, o tra 0 e un milione. Alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti. Ce l’ha insegnato uno scrittore che un tempo abbiamo amato. ci sono giorni, e sono molti, in cui mi pesano le dimensioni della mia serie infinita. Vorrei più numeri di quanti è probabile che ne vivrò, e Dio, voglio più numeri per Augustus Waters e per me di quelli che ci sono stati concessi. Ma Gus, amore mio, non riesco a dirti quanto ti sono grata per il nostro piccolo infinito. Non lo cambierei con niente al mondo. Mi hai regalato un per sempre dentro un numero finito, e di questo ti sono grata.

Con un finale tanto sorprendente quanto drammatico, Colpa delle stelle è una lettura che vi farà ridere e vi farà piangere, vi farà amare la vita e odiare l’ingiustizia delle morti premature e delle malattie improvvise, vi farà immedesimare nei cuori spezzati di chi rimane in vita e vi rimarrà nel cuore come se la protagonista fosse un personaggio di vostra conoscenza.

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